MIKAO USUI SECONDO LA LEGGENDA
DI HAWAJO TAKATA

 

IL FANTASIOSO RACCONTO DELLA TAKATA

 

 

LA VECCHIA LEGGENDA DI MIKAO USUI
secondo Hawajo Takata

 

Praticamente tutto ciò che ci era noto di Mikao Usui prima delle "rivoluzionarie" scoperte di Frank Arjava Petter è stato tramandato da insegnantea ad allievo a cominciare dalla Reiki Master Hawayo Takata (la terza insegnante secondo il noto lignaggio occidentale: Usui Hayashi, Takata, Furumoto).

Il racconto della Takata su Mikao Usui veniva trasmesso ai suoi studenti oralmente, e così, per una particolarità tutta occidentale, ad Usui è stata "appiccicata" addosso per anni (alcuni ancora oggi lo fanno, a discapito di ogni evidenza) una versione molto improbabile della storia della sua vita, che lo vedeva come monaco cristiano direttore della Doshisha University di Kyoto.

Come ogni domenica, accingendosi a officiare una cerimonia religiosa nella cappella del collegio in cui insegnava, Mikao Usui un bel giorno sarebbe stato interrogato, da alcuni studenti, in merito alla possibilità di guarire con le mani, così come il Vangelo testimonia a proposito di Gesù.

Secondo questa leggenda, Usui, tratteggiato come un devoto credente cristiano, fu molto colpito dalla discussione e decise di voler andare in fondo alla questione, ricercando quanto più possibile le opportune conoscenze in merito alla trasmissione dell'energia che guarisce. Rassegnò le dimissioni, approfondì gli studi sulle sacre scritture, studiò altre religioni, visitò molti monasteri, si recò persino all'estero per ulteriori approfondimenti. Tutto questo impegno tuttavia non gli diede le risposte cercate.

Un bel giorno in Giappone, dopo vari anni di ricerca, trovò degli antichi rotoli scritti in sanscrito e contenenti dei sutra (in sanscrito: norma, filo, regola,): si trattava di insegnamenti del Buddha scritti 2.500 anni prima e fino ad allora non tradotti. In più c'erano anche dei simboli sacri.

Mikao Usui trovò in quegli scritti le risposta tanto a lungo cercate, cioè come fosse possibile operare delle guarigioni attraverso l'imposizione delle mani, ovvero come si poteva concretizzare la trasmissione di energia guaritrice a se stesso e ad altre persone o esseri viventi.

Avendo trovato la conoscenza, Usui aveva bisogno di concretizzarla, rendendola attiva: decise così, secondo la leggenda, di salire su una montagna sacra a meditare.
Sul monte mise davanti a sé 21 sassolini; per ogni giorno trascorso si ripromise di toglierne uno. Passo il tempo meditando, pregando, digiunando. Il ventunesimo giorno – continua così il racconto – dopo l'ennesima solenne meditazione, Mikao Usui assistette ad un curioso fenomeno: in cielo apparve una luce abbagliante e in rapido movimento. Questa luce lo colpì poco sopra la radice del naso e stordito ebbe un'esperienza di stato alterato di coscienza. Rivedendo i simboli sacri trovati durante le sue ricerche sentì di poterne cogliere in modo pieno il significato e percepì dentro di sé che la conoscenza intorno alla guarigione si era attivata.

Una volta ripreso da quell'esperienza straordinaria, corse giù dal monte sacro in preda all'entusiasmo e al desiderio di sperimentare quanto gli era stato rivelato.

Incespicò e si ferì leggermente un piede a causa di una pietra sporgente; impose con fiducia le mani sulla ferita e constatò che il sangue coagulò rapidamentee e il dolore, con altrettanta rapidità svanì. Usui assaporò in questo modo la vibrazione dell'energia guaritrice.

Arrivato affamato in una locanda, ordinò a causa della fame cibo in abbondanza. L'oste, intuito nel viandante il digiuno cui si era sottoposto, gli raccomandò di mangiare lentamente e con moderazione per potersi gradualmente riabituare al cibo. Usui invece, anche per motivi "sperimentali" mangiò di gusto e poi si impose le mani per aiutare la digestione.

La cameriera che gli aveva servito il pasto soffriva per un ascesso a un dente e Usui, offertosi di aiutarla potè riscontrare nella giovane un rapido miglioramento.

Guarito anche un abate sofferente di artrosi alle ginocchia, presso il convento in cui era ospite, Mikao Usui era molto soddisfatto e dopo pochi giorni decise di dedicare ques'arte di guarigione a chi ne avesse davvero bisogno. Si recò così in un quartiere assai disagiato della città di Kyoto con la ferma volontà di aiutare i mendicanti a cambiare vita guarendoli nel fisico e nell'animo.

Come Mikao Usui "campasse" la leggenda non lo rivela.

 

Questa incredibile coloritura cristiana conferita alla vita di Usui attraverso la Takata fa nascere il sospetto che tale mirato riadattamento, le sia servito per far meglio accettare nelle Hawaii - dove i nipponici a vevano appena distrutto Pearl Harbor - il metodo di guarigione giapponese.

Grazie a Frank Arjava Petter (uno dei maestri di Dario Canil e alle sue interessanti scoperte, nel 1997 questa leggenda ha trovato in diversi e documentati fatti storici un definitivo tramonto. Eppure, ancora oggi, qualche intransigente "nostalgico" fatica ad integrare le importanti prove storiche della vera vita di Mikao Usui. nei propri seminari, contribuendo a mantenere inopportuna confusione.

 

Posizione GASSHO, "Essere Umano e Dio sono Uno"

 

 

 

 

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La Vera Storia di Mikao Usui

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